E' online la nuova versione di www.DiscoverTuscany.com !e anche di www.VisitFlorence.com e www.Chianti.com :)Un...

Posted by Stefano Romeo on Monday, February 1, 2016

E’ online Il nuovo DiscoverTuscany!

Come ho iniziato Yoga e perchè lo consiglio

Yoga al tramonto a San Diego Sunset Cliffs

Yoga al tramonto a San Diego sui Sunset Cliffs

L’inizio dell’anno è tempo di riflessioni e buoni propositi e ripensando alle cose buone del 2015 una delle migliori è stato senz’altro iniziare Yoga e riuscire ad essere costante nel praticarlo.

Era dai tempi dell’università che lo Yoga mi incuriosiva: avevo letto alcuni libri e fatto qualche lezione di prova, ma avevo sempre concluso che nel poco tempo libero preferivo andare in bici o fare attività comunque più dinamiche.

Poi a gennaio scorso è arrivato il momento giusto: un mio amico mi ha parlato del Centro Atman dove pratica da anni. Il centro è a Firenze in via gioberti, vicinissimo a casa e ufficio. Le scuse erano al minimo e così ho deciso di vedere di cosa si trattava, facendo una lezione di prova. Inutile dire che mi è piaciuto abbastanza da iscrivermi per un mese e che poi mi ha gradualmente preso sempre di più, tanto che partecipo a 2 lezioni di yoga “integrale” ogni settimana.

Il Centro Yoga Atman

All’ Atman si pratica Yoga Integrale, che non vuol dire che ci sono le fibre, ma che oltre agli Asana vengono fatte delle letture riguardanti gli insegnamenti dello Yoga in tutti i suoi aspetti. Non si tratta quindi solo di far ginnastica, insomma.

Sulle posture mi sono trovato subito piuttosto bene, scoprendomi dopotutto abbastanza flessibile. Naturalmente ci sono quelle più congeniali e quelle meno: finchè si tratta di piegarsi nessun problema, quando c’è da stare in equilbrio invece resisto mezzo secondo.

Tutto è comunque molto graduale e davvero alla portata di tutti: nei corsi son rappresentate tutte le età e condizioni di forma.

La lezione è molto intima: si svolge ad occhi chiusi e l’insegnante passa silenziosamente a correggere la postura. La parte filosofica può risultare un po’ più ostica e va affrontata con una certa apertura mentale: si parla di energie cosmiche, Yin e Yang, di teorie e pratiche che per noi occidentali non sono sempre facili da comprendere.

Ma il bello è che non è assolutamente necessario recepire tutto quanto, l’importante credo sia ascoltare senza pregiudizi. Gli insegnamenti più importanti sono principi universali perciò nella parte teorica della lezione si ascoltano solo cose positive, che male – in ogni caso – non fanno.

Uno dei motivi poi per cui mi sono trovato bene a questo centro sono senz’altro le persone: sia le 4 insegnanti, ragazze simpatiche e solari, sia chi viene a praticare, ognuno diverso ma tutti molto tranquilli e con la voglia di migliorarsi dentro e fuori.

Perchè lo Yoga fa bene

Dopo un po’ si è innescato un circolo virtuoso per cui ho trovato lo stimolo a iniziare cose che mi ripromettevo da tempo, come meditare anche fuori dalle lezioni di Yoga e ridurre fortemente il consumo di carne (non dico che son vegetariano che poi mia mamma si arrabbia).

Non mi sento ancora abbastanza Yogi per spiegar bene con parole mie cosa sia lo Yoga ma ho capito che:

  • Non è uno sport – anche se da indubbi benefici al corpo: la schiena si è raddrizzata e rafforzata ed è sempre più facile mantenere le posture. E che soddisfazione la prima volta che son stato 5 minuti a testa in giù!
  • Non è una religione – ma fa sicuramente bene allo spirito, rilassa e offre l’occasione di ristabilire la giusta prospettiva sulle cose realmente importanti.

E’ davvero difficile dopo 2 ore di lezione – credevo fossero troppe, ma in realtà volano – non sentirsi più calmi e positivi.

Finisco questa condivisione della mia esperienza chiedendo venia se non è molto attinente al tema web marketing degli altri post, ma dopo un anno di Yoga (e anche dall’ultimo articolo!) penso di poter consigliare a tutti di provarlo, almeno una volta, magari facendo la lezione di prova gratuita che molte scuole offrono. Buon anno 😉

Alessandra e Barbara del Centro Atman di Firenze

Alessandra e Barbara, due delle mie insegnanti al centro Atman

SMX Milano 2014 – Le mie Impressioni

Di ritorno dall’SMX a Milano, ecco qualche impressione su quanto ho raccolto in questa seconda edizione italiana.

Lo so: avrei dovuto scrivere appena tornato, ma considerando che l’ultimo post su questo blog è di 3 anni fa, cosa vuoi che sia una settimana di ritardo .. :)

Premetto che quest’anno ho ridotto al massimo la partecipazione ad eventi formativi per concentrarmi sui tanti progetti da portare avanti. Mi sono lasciato solo 2 eventi: SMX Milano a novembre e Convegno GT a dicembre. Vista l’ottima impressione avuta nella prima edizione, le mie aspettative erano senz’altro alte.

La 2 giorni dell’SMX è valsa certamente la pena anche quest’anno. Fra gli aspetti positivi di questo evento considero senz’altro la buona qualità media degli interventi e degli speaker sia internazionali che italiani.

Allo stesso tempo ho notato la tendenza ad una certa ripetitività e sovrapposizione nei diversi interventi, sopratutto seguendo lo stesso “ramo” dei panel (sono stato prevalentemente nella sezione SEO, perdendomi purtroppo qualche interessante panel dedicato ad Advertising e Social Media).

Rivelazioni inedite non ci sono state (e neanche me le aspettavo), ma è senz’altro buono ricevere una serie di conferme autorevoli supportate anche da dati e qualche interessante case study: ottimo il grafico di Paul Bongers di SearchMetrics relativo all’andamento delle query post-hummingbird.

Particolarmente da apprezzare l’opportunità di ascoltare e parlare con rappresentanti di Google quali il collaudato John Muller e la piacevole scoperta (per me) Roberta Remigi, di cui spero di non aver mai bisogno visto che in Google si occupa di Search Quality (=penalizzazioni). :)

Abbiamo sfruttato la presenza di “Google” per chiedere una analisi pubblica di VisitFlorence.com: è sempre utile “vedere” il proprio sito con gli occhi di chi lavora a Google. Tra l’altro il giudizio è stato molto buono ma ci è stata fatta notare la scarsa fruibilità mobile e la frammentazione del brand su troppi domini dedicati a Toscana e Firenze (“Perchè non puntare su un unico brand forte sull’Italia?” Eh. magari..)

Da segnalare i fantastici siparietti fra il rappresentate di Microsoft (Frank Fuchs: una sagoma) che si divertiva a punzecchiare John Muller, che rispondeva a tono (e concedeva forse qualcosa in più del solito)

 

VisitFlorence.com analizzata da JohnMuller

John Muller di Google esamina il nostro VisitFlorence.com

Cosa mi porto a casa dall’SMX

Parlando di SEO ormai da tempo si parla essenzialmente di contenuti: la SEO è ormai integrata strettamente con il proprio piano editoriale. Ma ancora di più conta l’esperienza dell’utente che giunge al nostro sito tramite i risultati di ricerca: più soddisfatto è lui, più lo è Google, maggiori sono le nostre possibilità di ranking. Naturalmente l’esperienza dell’utente dipende dai contenuti che trova ma anche da quanto e come questi sono fruibili.

Per questo tutti (I rappresentati di Google in particolare) hanno sottolineato più volte la necessità di un sito di essere mobile friendly e veloce a caricare e di quanto Google consideri sempre più questi aspetti nel decidere il ranking di un sito.

Se c’è una cosa a cui dare priorità quindi è rendere i propri siti ben fruibili da mobile e veloci (o almeno non lenti).

La Search Engine Optimization non è morta, insomma, ma si è trasformata in Search Experience Optimization (l’ha detto anche Ryan Wall di IdeaElevator nel suo ottimo intervento).

Si è parlato naturalmente ancora di dati strutturati: la loro integrazione può essere utile nel lungo termine. Quindi, per quanto riguarda i nostri siti, meglio dare priorità a lavorare alle versioni mobile.

 

L’Organizzazione: mezzo passo indietro rispetto al 2013?

La mia impressione è che ci sia stato qualche taglio rispetto alla prima edizione. L’organizzazione rimane molto buona ed il Mi.Co è una ottima location, ma:

  • E’ mancato un intervento “forte” nella sala comune per dare il benvenuto ed iniziare il convegno nel modo migliore.
  • Il catering, sopratutto per il pranzo, era un pò scarso (mini-panini e pasta fredda, in quantità limitata)
  • Non c’è stata una cena organizzata, come l’anno passato, che consentisse di coltivare maggiormente l’aspetto networking
  • I badge sono stati forniti senza la custodia in plastica e il buchetto fai-da-te per appenderli si rompeva dopo mezzora. Piccolezze, per carità.

Fra gli aspetti positivi è giusto dire che anche quest’anno c’erano birra e caffè gratis e a volontà!

 

L’arricchimento maggiore si ha parlando “fuori”

Sono tornato dall’SMX senz’altro arricchito e stimolato. Anche troppo: sabato mattina ero già immerso nel lavoro, cercando di dare corpo alle idee che mi frullavano in testa.

Ma come spesso accade non è tanto ciò che ascolti negli interventi, più o meno interessanti, a darti gli input migliori. E’ quello che emerge parlando con gli altri professionisti, sia gli amici-colleghi che le nuove conoscenze.

Meglio ancora se davanti ad una birra a tarda notte 😉

Tornerò l’anno prossimo all’SMX?

Penso proprio di sì… ma ancora più importante sarà organizzare più SEObistecche, (o SEObirre, o SEOpizze..) e ritrovarsi più spesso per due chiacchere con gli altri “Search Experience Optimizer” !