Posizionare un nuovo sito evitando la Google Sandbox

E così un paio di mesi fa ho registrato il mio dominio nuovo di zecca nonsoloseo.com
Ma com’è che allora ho deciso di pubblicare il blog su www.webpromoter.it/non-solo-seo/ come indirizzo principale ?

Perchè far uscire un nuovo sito (o meglio un sito pubblicato su di un nuovo dominio) su Google può richiedere molto tempo.

Google si fida più di alcuni siti che di altri, cioè “crede”, giustamente, più ai contenuti di siti che reputa autorevoli e li favorisce rispetto agli altri nei risultati delle ricerche. Tale autorevolezza è data da fattori quali la link popularity e dalla storicità del dominio su cui è pubblicato il sito.

La link popularity è un ingrediente importantissimo della formula con la quale Google decide quali siti presentare per primi ai proprio utenti. Rappresenta la quantità e qualità dei link che un sito o un pagina web riceve da altri siti/pagine web e maggiore è tale popolarità, più Google considera autorevole tale sito/pagina. Tale valutazione è espressa da Google tramite il Page Rank, un valore da 0 a 10 che può essere visualizzato installando sul proprio browser la Google Toolbar (http://toolbar.google.it) .

La storicità del dominio è invece la sua età: da quanto tempo è stato registrato ma soprattuto da quanto tempo vi è stato pubblicato un sito ed ha iniziato a ricevere link dal resto del Web.

Google tende ad essere molto diffidente verso un sito appena pubblicato su di un nuovo dominio, appena registrato. Ritiene più affidabili siti storici, che esistono da tanto tempo e i cui contenuti hanno maggiori probabilità di soddisfare gli utenti del motore di ricerca. Anche se questo non sempre è vero, è un modo di filtrare tutti quei siti usa e getta, poveri di contenuti e ricchi di pubblicità, che hanno come unico obiettivo un guadagno facile (insomma fondamentalmente lo spam).

Fatto sta che anche per un sito che parte con le migliori intenzioni se il dominio non ha storicità sarà quasi impossibile uscire nei risultati con keyword competitive. E talvolta, fino a che Google non si fiderà di noi, può essere difficile uscire anche per il nome del sito stesso. Questa situazione di limbo è stata definita come quarantena, o Sandbox (riferendosi allo spazio pieno di sabbia in cui si lasciano giocare i bambini piccoli), e può durare da qualche mese a più di un anno.
Per superarla, ed essere finalmente accettati da Google, è necessario far maturare il nostro dominio e crescere il nostro sito, sviluppandone i contenuti ma sopratutto ricevendo gradualmente dei link, in particolar modo da siti già autorevoli che trattano lo stesso tema.

Vi può essere però un modo di evitare la Sandbox, se si dispone di un sito già autorevole per Google, possibilmente tematicamente affine con il nuovo sito che ci accingiamo a pubblicare.
Nel mio caso posso sfruttare www.webpromoter.it, il sito della mia azienda, è un dominio online dal 2002, con dei buoni link in entrata e dei buoni posizionamenti per termini relativi al SEO.
Ho quindi pubblicato il blog inizialmente su www.webpromoter.it/non-solo-seo/, settando questo indirizzo come url ufficiale del blog su WordPress. In realtà il blog è poi accessibile anche sotto www.nonsoloseo.com, cioè i due indirizzi puntano allo stesso spazio sul server.

Ho inserito qualche link verso il blog dalla home page di webpromoter.it, per assicurarmi che venisse indicizzato da Google, e poichè webpromoter.it è un dominio sufficientemente “fidato” il blog ha iniziato quasi subito (dopo una settimana circa) ad uscire nei risultati di Google per qualche ricerca, quale ad esempio il suo nome. Naturalmente se avessi ottimizzato il sito ed avuto più contenuti sarebbe uscito meglio, ma con soli 2-3 post non potevo chiedere di più. 😉

Adesso che il sito è indicizzato e che sono passati circa due mesi è tempo di pubblicarlo sul dominio definitivo. Potevo probabilmente attendere anche meno tempo, vado comunque un po’ ad intuito.
Per prima cosa imposto nonsoloseo.com come url del blog su WordPress, così tutti i link del blog adesso fanno riferimento a questo dominio. Dopodichè attivo un Redirect 301 da ogni pagina di www.webpromoter.it/non-solo-seo/ verso l’analogo indirizzo di nonsoloseo.com.
Questo vuol dire che quando Google (o qualsiasi utente o spider di altro motore) rivisiterà le pagine che ha indicizzato sotto www.webpromoter.it/non-solo-seo/ riceverà una risposta dal server (header http) con uno status 301, che indica che la pagina è stata spostata permanentemente sotto un nuovo indirizzo. Google allora manterrà la indicizzazione della pagina ma ne aggiornerà la url, indicizzando quindi il sito sotto il nuovo dominio nonsoloseo.com. Ad ogni pagina sotto il nuovo indirizzo verrà trasferita la propria storicità e link popularity che aveva sotto la vecchia url. In questo caso questi fattori sono ovviamente molto bassi, ma il fatto che la pagina appartenesse ad un sito sufficientemente autorevole fa sì che anche sotto il nuovo dominio sia considereta meritevole di apparire fra i risultati di ricerca, saltando quindi la quarantena.

Tecnicamente il redirect 301 può essere impostato in diversi modi, che dipendono anche dal tipo di server che ospita il sito. Essendo su un server Unix, io ho impostato alcune regole di riscrittura attivando la modalità rewrite sull’ htaccess del blog, e scrivendo una rewrite rule che redirectava ogni pagina “chiamata” sotto il vecchio indirizzo del blog, redirectandola con status 301 verso la analoga url del nuovo dominio.
E’ possibile verificare l’header che si riceve attraveso un servizio come quello di http://web-sniffer.net. Quando si cerca di accedere a http://www.webpromoter.it/non-solo-seo/guida/primo-su-google-il-ruolo-del-seo/ si riceve un redirect 301 verso http://www.nonsoloseo.com/guida/primo-su-google-il-ruolo-del-seo/ .

Risultato: dopo circa una settimana dall’aver attivato il redirect 301, Google già indicizza il blog sotto il dominio definitivo senza passare dalla Sandbox. :-)